Buon 2019!!!

E non aggiungo altro, perché a me la fine di ogni anno porta tristezza.
Non so perché, ma mi intristisce.
L’anno prossimo, se le mie finanze me lo permettono (e trovo con chi andare) vorrei essere via per le feste, fuggirle, scappare lontano e più lontano è, meglio è.
Buon anno a voi che avete avuto la pazienza di arrivare a leggere fin qua e scusate se vi ho rubato dei minuti che magari giudicate poi inutilmente spesi.
Buon anno, sperando che domani sia migliore

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Auguri!

Auguri. Auguri di Buon Natale, di buone feste per lo meno.
Auguri a tutti. Che dire? Qui in Italia il clima socio-politico si sta imbruttendo, imbarbarendo: sto assistendo a un veloce declino, a una sfrontatezza senza pari, a rigurgiti di razzismo che -devo prendere atto- sono stati celati bene in tutti questi anni!

Eppure, abbiamo solo la fortuna di essere nati nel posto giusto. Quello dove puoi aprire un rubinetto e mettere sotto un bicchiere per bere. O farti una doccia, magari anche calda. Senza altri problemi.
E non solo non ci rendiamo conto di questa enorme fortuna. Ma ci sentiamo ‘depredati’ (ma di cosa??) da questi nuovi sbarchi, da questa gente che scappa da un presente INVIVIBILE. Lo riscrivo lento: IN-VI-VI-BI-LE.
Scappa, affrontando prove durissime prima di arrivare in Europa. Sempre che arrivi.
E noi, con la puzza sotto al naso, 60 anni e passa dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando tutta Italia moriva di fame, non ricordiamo più niente. Come se fossimo sempre stati ricchi e benestanti. Come se mai nessun italiano avesse avuto -quando andava bene- un solo paio di scarpe.
Ah, la memoria corta!
Ma anche se fossimo stati sempre ricchi (e sottolineo: NON lo siamo stati): che diritto abbiamo di giudicare questa povera gente disperata?
Ma come si fa a godere del fatto di avere chiuso porti e lasciare in balia del freddo e delle onde centinaia di ESSERI UMANI?
Ma che razza di essere umani siete voi, che ormai, senza vergogna, avete sdoganato il più becero razzismo e augurate a questa folla di disgraziati di ‘andare giù’???
A voi non lo auguro un buon Natale. A voi auguro che possiate strozzarvi con la fetta di panettone. Ma che vi salvi un medico, magari proprio un medico scappato dall’inferno del suo paese, e che non fa distinzione tra ricchi e poveri. Perché questa è la vera distinzione.
auguri a chi un cuore ce l’ha ancora, e ancora ha una mente, un cervello con cui interrogarsi ed interrogare. Auguri a chi si fa domande, a chi si indigna, a chi non si lascia trascinare. Auguri a chi è rimasto umano, a chi tende una mano.
Auguri a chi non da gli altri per scontati, ‘tanto ci sono sempre’ perché non è vero: non ci sono sempre!!!
Auguri a chi sa cos’è il rispetto e l’educazione, ormai non più di moda. Auguri a chi non mette davanti a tutti se stesso ed il proprio egoismo.

Si nasce soli e si muore soli. Ma nel mezzo, spero vi sia taaaanta umanità.
Auguri.

Ti faccio sapere

Se sei da sola, a Natale, ti va di trascorrerlo coi miei?
Avevo pensato di trascorrere il Capodanno a casa mia: vieni?
L’anno prossimo vorrei festeggiare il mio compleanno su quell’isola greca di cui ti parlavo, così ci facciamo anche le vacanze estive: venite?
“TI FACCIO SAPERE”

A me va benissimo anche un semplice NO di risposta. Non mi offendo, anzi, lo trovo molto, ma molto più educato di tenere ‘sulle spine’ una persona. 
Per una questione di educazione in primis, e in secondo organizzativa.
Casa mia è piccola come immagino casa vostra.
Mi piacerebbe invitare tante persone a cena, ma non ci stiamo. Perciò, se non vieni (e sinceramente, mi dispiace, sennò non ti avrei nemmeno invitato), posso chiamare in seconda battuta un’altra persona che mi ero tenuta (senza dirglielo) ‘in panchina’.
Se devo festeggiare il mio compleanno in un locale, devo prenotare i posti. Poi, certo, le defaiance ci possono stare all’ultimo momento.
Ma sarebbe buona educazione rispondere, non dico subito, ma il giusto tempo dopo.

Poi, però, se non sei tu a richiedere novità, quella risposta non arriva mai.
Eh sì perché se non arriva, 9 volte su 10 non vengono.
Che nervi!

Minchia, Trenord!!!

Automobile ko. Sono costretta a prendere il treno da una settimana a questa parte e sono già stufa.
Palinsesti orari che saltano, treni soppressi (il mio del ritorno), e treni in ritardo (quasi tutti!). 
Viaggiatori stanchi di tutti questi disservizi stanno distribuendo volantini alle stazioni.
Dal 2019 ho letto che taglieranno del 50% alcune corse.

Per la serie: ma perché dovremmo incentivare l’utilizzo del treno???!

Black Friday

Ok: Amazon non è uno stinco di santo, ma per certi versi ti fa risparmiare tempo e denaro: è comodo, pratico, ed economico.

Così, approfittando della settimana famosa per gli sconti, provo a vedere se riesco a trovare qualche ispirazione per i regali di Natale.

Niente da fare: io faccio parte di quella categoria che le cose le deve toccare e soppesare. Così non ho preso nessun regalo.

Però mi sono comprata l’autoradio! 🙂

A dieta!

Eh sì. Si arriva ad un punto in cui dici ‘basta!’.
I chili aumentano, i vestiti non ti stanno, ma ancor peggio, in giro nei negozi non trovi nulla che ti stia. No, non che ti stia bene: ma proprio…che ti stia!

E allora provi a stare un po’ ‘indietro’ col mangiare, provi a fare più attività fisica, ma niente, nessun chilo ti saluta, anzi, ne arrivano di nuovi. Probabilmente si è sparsa la voce che qui si sta bene!
Ho anche provato qualche app: Melarossa, i vari diari alimentari conta calorie, gli esercizi da fare a casa (che, siamo sinceri: non faremo MAI!!!).Ho persino pensato di comprarmi un tapis-roulant per casa, ma poi ho visto il costo…..

Non c’è niente da fare: urge un dietologo, che ti faccia un cazziatone ogni volta che ti vede, di quelli che, per paura, non mangi tutta la settimana precedente l’incontro, di quelli a muso duro.
Ma io….non me lo posso permettere.

Così, un bel giorno, Groupon pubblicizzava una visita da un nutrizionista in un centro per la famiglia: non mi sembrava il solito centro per dimagrire che ti offre ad un prezzo stracciato la visita, ma poi insiste per farti comprare altro. Così l’ho comprato.

Due ore di colloquio con un dietista alla mano, informale ma preparatissimo. E da venerdì la dieta da seguire.

Oggi è mercoledì e mi sono già intristita, v’ho detto tutto!!!

La costanza di un’incostante cronica

Alla soglia dei 50 anni una dovrebbe arrendersi. Dovrebbe capire i suoi difetti ed i suoi limiti. Dovrebbe capire, riflettere, agire o NON agire.

Io sono una di quelle che parte in quarta, per poi fermarsi subito dopo

Te ne sei accorto, sì
Che parti per scalare le montagne
E poi ti fermi al primo ristorante
E non ci pensi più
(cit. Brunori Sas)

Quelle che accarezzano l’idea di fare uno sport, si attrezzano in tutto e per tutto e poi….

Te ne sei accorto, sì
Che passi tutto il giorno a disegnare
Quella barchetta ferma in mezzo al mare
E non ti butti mai
(cit. Brunori Sas)

Perché mi entusiasma la progettazione, e poi….stop, mi fermo.
Ma sono solo io così? mi chiedo sconsolata.